martedì 13 dicembre 2011

I will survive - versione scuola familiare




I Will Survive (The first year of homeschooling)

Originally written and produced by Freddie perren and dino Fekaris
Originnaly performed by Gloria Gaynor
Mercilessy altered with apologies by Natalie Criss


First I was afraid
I was petrified.
Kept thinking I could never teach
’Cause I’m not certified.
But we spent so many nights
Reteaching homework that was wrong.
I grew strong,
so now I teach my kids at home!
We study math
and outer space.
I just kept on despite the fear
with a big smile across my face.
I bought a set of Base Ten blocks.
I bought books with answer keys.
My parents think we’re nuts,
but they don’t even bother me

Come on, let’s go walk out the door.
We’re on the road now,
'cause we’re not home much anymore
My friends would frown and say we’d be unsocialized.
I heard one grumble
that I’d give up by July.
Oh no, not I!
I will survive!
As long as I know how to read
I know we’ll be alright.
I've got all my life to learn.
I've got energy to burn.
and I'll survive.
I will survive.

It took all the strength I had
not to fall apart.
Decided to attend
a play date at the local park,
and I met oh so many moms
who offered eagerly to help.
They used to cry.
Now they hold their heads up high,
and so do we!
My kids are cool!
They’re not those chained up little people
stuck inside at school.
So if you feel like dropping by
don't you expect us to be free
you'd better call ahead first
'cause we're probably busy!

...traduzione...

All'inizio ero spaventata
ero pietrificata
continuavo a pensare che non avrei mai insegnato
perchè non ho i titoli
ma abbiamo pasato tante serate
a correggere i compiti sbagliati
sono divetata più forte
e adesso insegno ai miei figli a casa
facciamo matematica
e lo (esploriamo) lo spazio là fuori
ho tenuto duro nonostante la paura
con un grande sorriso sul viso
ho comprato un set di blocchi logici
ho comprato dei libri con le risposte chiave
i miei genitori pensano che siamo un po' matti,
ma non importa

dai andiamo, usciamo fuori
adesso siamo sulla strada
perchè adesso non stiamo più molto a casa
i miei amici direbbero che
ci manca la socializzazione
qualcuno dice
che molleremo tutto entro luglio
oh no, non io
Io sopravviverò! io voglio sopravvivere

Ci è voluta tutta la forza che avevo
per non cadere a pezzi
ho deciso di partecipare ad un appuntamento di gioco al parco
ed ho incontrato tante mamme oh
che con entusiasmo si sono offerte di aiutare
prima piangevano
adesso tengono la testa alta
e io con loro!
i miei figli sono "fighi"
non sono quei piccoli incatenati
bloccati all'interno della scuola
quindi se volete fare un salto da noi
e vi aspettate che noi non abbiamo niente da fare...

... sarà meglio se chiamate prima
perchè siamo tanto occupati

paperino nel mondo della matemagica

cambiare i paradigmi dell'educazione

sabato 22 ottobre 2011

Ipertesto di Storia

Lo scorso anno Martino ha realizzato un ipertesto, in cui ha raccolto ed organizzato il materiale studiato... all'esame ha fieramente portato una chiavetta e l'ha mostrato agli insegnanti.
E finalmente siamo riusciti a metterlo on line!!!

vai a:

martedì 18 ottobre 2011

esercitiamoci

L'inverno sembra proprio che stia arrivando, anche qui nell'assolato centro Italia... e con l'inverno anche la pigrizia e la voglia di stare in casa al calduccio. Massì, concediamoci un po' di attività al pc e qualche esercizio on line... vai al sito "siamo bravi" clicca esercitiamoci e poi scegli la materia.

martedì 4 ottobre 2011

Scuola Familiare nel Cuneese

La Tribù dell'Albero

S.N.U.P.I.E.


Associazione senza scopo di lucro, indipendente e apolitica

a norma dell’art. 36 e del Codice Civile L. 7/12/2000 n. 383


ORGANIZZA:


SABATO 22 OTTOBRE

alle ore 20.30


PRESSO IL SALONE POLIVALENTE

VIALE GEN. C.A. DALLA CHIESA

BEINETTE


HOMESCHOOLING, ISTRUZIONE FAMILIARE:

UNA SCELTA DA COMPRENDERE.

Esperienze di scuola parentale: cos’è, chi la pratica, come e perché.

Con Raffaella Cataldo insegnante e formatrice nella scuola; homeschooler e autrice di libri per bambini.


Per informazioni rivolgersi : Daniela 3201142747 – Roberta 3393717488


domenica 2 ottobre 2011

il mandala delle tabelline

... semplicemente geniale!
l'abbiamo costruito, ne abbiamo cotruiti tanti, li abbiamo regalati...
mandala delle tabelline


La regione dei laghi


Il 12 settembre incomincia la scuola e Martino e Nicolò sono gli unici a non andare a scuola qui, in fin dei conti a martino piacerebbe forse riprendere la frequenza ad una scuola "vera" e dobbiamo ammetterlo, questo movimento non è una scelta dei bambini adesso, quindi bisogna affrontarlo per bene, con chiarezza ed onestà, e trasformare ancora una volta i vincoli in risorse (... ma non è forse questo, in fondo il segreto della vita?)

La nostra scuola è ancora una volta in viaggio, sognamo un posto tranquillo, ricco di persone interessanti e disponibili a diventare risorsa per i ragazzi, ed ora come ora lo facciamo in movimento, la nostra è la scuola della vita reale, che adesso si adatta a quello che c'è: il lago d'Orta, una regione di laghi, una regione piena da confini politici, una grande città.

- Il lago lo sperimentiamo ogni giorno, ci facciamo il bagno, ci peschiamo,
- la regione è piena di laghi... come mai? da dove arriva l'acqua? sono collegati uno con l'altro?
- ma che cosa sono tutte queste righe rosse sulla cartina? ma possibile che qui, proprio su un unico lago ci siano il confine di due regioni italiane e additittura di un'altra nazione? il lago unisce o divide? i confini politici allora forse non sempre rispettano le bio-regioni...
- la Svizzera... come mai si parla Italiano in Svizzera? come mai in Svizzera si parlano tre lingue?
- Milano... si sente l'influenza di Milano qui, molti vi lavorano, ci sono nonni che vi abitano... noi non ci siamo mai stati, e non vogliamo farcela mancare.

Internet ci aiuta a contattare altre famiglie che fanno scuola familiare da queste parti.
Ci piacerebbe scoprire la Svizzera con l'aiuto di qualche home-schooler svizzero, ci proviamo, ma senza risultati (magari insisteremo più avanti).
Milano invece ci da più soddisfazione, la rete di Controscuola ri rivela una risorsa preziosa, nel giro di qualche giorno si organizza una gita al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e ci sono un sacco di bambini ad ubriacarsi di stimoli scientifici e tecnologici, a correre nei corridoi a toccare quello che non si può toccare e a fare pique-nique nel giardino.
Dopo pranzo due splendide ragazze del luogo ci accompagnano a passeggio per il parco Sempione, vediamo il Castello Sforzesco e il piccolo, ma grazioso e interessante Acquario Civico.
Nicolò ha una gamba ingessata, ci muoviamo con la carrozzina in treno e in metropolitana, sperimentiamo le barriere architettoniche, le soluzioni intelligenti per superarle, le ascensori, i montacarichi, e incontriamo tante persone gentili, disposte a darci una mano...

Insomma la gita è stata molto bella!
grazie di cuore a chi era con noi, perchè ci ha fatti sentire parte di una rete, di un movimento, fatto di realtà singole uniche... ognuno con la propria storia e le proprie motivazioni per fare scuola famigliare, ma tutti con la consapevolezza che insieme si diventa una forza.

lunedì 29 agosto 2011

GRAMMATICA

L'analisi grammaticale di per sé non è così noiosa, ci siamo accorti che quello che non piace ai nostri figli in realtà è lo scrivere e riscrivere ogni parola e la sua funzione... così abbiamo fatto entrare in campo il pc e abbiamo trovato diversi esercizi-gioco, alcuni più adatti al piccolo, altri interessanti per il grande...

MORFOLOGIA questi sono i giochi che abbiamo utilizzato di più, soprattutto quello delle farfalle, si è rivelato un grande aiuto per i principianti

GRAMMAGICA programma da scaricare liberamente, che contiene giochi molto semplici

IPRASE ci sono tantissimi programmi da scaricare, per tutti i gusti e tutte le abilità



LA FIABA DELLE PARTI DEL DISCORSO

Maria Montessori ha inventato una bellissima fiaba che racchiude in senso e il significato della sua Psicogrammatica... non aggiungerei altre parole.


C'era una volta un principe molto potente che governava un paese molto speciale: il paese delle parti del discorso (nome, un triangolo nero).

Il principe era accompagnato quasi sempre da un piccolo inserviente (articolo, triangolino equilatero celeste chiaro).

Se il principe era di buon umore, portava con sè un'inserviente più grande dell'altra. Allora tutta la gente aveva il piacere di vedere che specie di principe fosse (aggettivo, triangolo equilatero azzurro).

A volte il principe non aveva voglia di farsi vedere. Allora inviava un rappresentante che doveva camminare tutto solo, senza alcun servitore (pronome, triangolo isoscele viola).

Il principe racconta: "Quando arrivai nel nuovo paese, non riuscivo a trovare la strada. Improvvisamente vidi al lato della via alcune piccole falci verdi. Erano i segnali stradali che indicavano dove si poteva trovare qualcosa oppure quale direzione prendere (preposizione, mezzaluna verde)."

Il sole rosso rotolava attraverso il cielo e faceva vivere tutti, ma solo in certi periodi (verbo, cerchio rosso).

Il sole però non era sempre solo nel cielo: talvolta arrivava la piccola luna che aumentava la luminosità del sole. Allora, improvvisamente, si poteva vedere anche quale aspetto avesse il sole, dove stesse in quel momento, o quando sarebbe nuovamente andato via (avverbio, cerchio più piccolo arancione).

Ogni cosa era organizzata nel modo migliore nel paese del principe. Nessuno lì lavorava da solo: si riunivano per parlarsi. Tutte le città erano collegate da linee ferroviarie. In questo modo ci si poteva riunire velocemente: bastava sedersi in treno (congiunzione, una barretta rosa).

In questo bel paese non sempre tutto era tranquillo. Talvolta la gente esclamava a voce molto alta sillabe o parole, quando era contenta o triste, come: ehi, oh, oppure ahimè (interiezione, punto esclamativo dorato).

Questa fiaba la si può usare in molti modi, noi abbiamo costruito in cartoncino le forme e le abbiamo colorate, e Nicolò l'ha raccontata ed animata tantissime volte. E così le parti del discorso sono diventate qualcosa di vicino e conosciuto e la loro funzione si è chiarita.


Per saperne di più sulla psicogrammatica di Maria Montessori potete leggere il blog La Pappa Dolce

QUADERNI CON FOGLI BIANCHI

All'inizio della seconda e della terza classe, essendo seguiti da un'insegnante di formazione steineriana, Martino e Nicolò si sono trovati a sperimentare l'uso di quaderni con i fogli bianchi, senza righe e senza quadretti.

Inizialmente hanno dovuto fare i conti con questa improvvisa mancanza di regole... poi, piano piano hanno imparato a gestire lo spazio... a scrivere lettere e numeri delle misure migliori per loro... a inventarsi un ordine creativo e personale, senza stare per forza dentro a contenitori precostituiti.

A noi è sembrata una cosa bellissima. Un mettere in atto attraverso un'azione pratica, un sentire molto profondo ed importante e a noi molto caro. Loro si sono presto trovati a loro agio.

Così da allora abbiamo bandito i quadretti e le righe (... con le eccezioni dei piani cartesiani, disegni simmetrici e traslazioni).


Ci siamo però presto accorti che non è facile trovare quaderni con i fogli bianchi e che, quando li si trova, di solito sono abbastanza costosi... così ci siamo rimboccati le maniche e ce li siamo costruiti.

Materiale:

fogli bianchi

filo da cucire

ago e forbici

Per la copertina:

acquaragia

colori ad olio

acqua

una bacinella

un veccho pettine

Le copertine le abbiamo fatte con la carta marmorizzata, diluendo i colori ad olio con l'acquaragia,

lasciandone cadere delle goccioline sulla superficie dell'acqua che avevamo messo nella bacinella, mescolando le goccioline galleggianti con un vecchio pettine, e immergendo poi il foglio bianco.

(la giusta diluizione dei colori ad olio la da il fatto che le gocce di colore galleggino sulla superficie dell'acqua senza affondare e senza sciogliersi).

Una volta asciugati i fogli stampati li abbiamo poi cuciti con altri fogli bianchi per formare i nostri quaderni.


DETTATI IN MOVIMENTO

L'idea l'ho presa dal blog di Sybille Buntblume, ed è stato sinceramente l'unico modo per far si che Nicolò si esercitasse nella scrittura senza protestare troppo...

Il nostro modo è stato molto più sbrigativo e veloce di quello dei barattoli, ma ha comunque funzionato. Occorre sistemre il testo (di solito una filastrocca, una poesia o una barzelletta) in una stanza, oppure fuori in giardino, mentre il quderno su cui scrivere resta in casa, in un'altra stanza. Il compito consiste nell'alzarsi dal proprio posto e correre a leggere una frase, memorizzarla e riscriverla sul quderno, fino a trascrivere l'intero brano. E' decisamente più divertente di un dettato, esercita la capacità di memorizzazione e di osservazione e permette al bambino di muoversi!

(Nicolò dopo aver provato un paio di volte senza successo a ricordarsi un termine per lui nuovo presente in una poesia... se l'è scritto a penna sulla mano! )